Nel tempo delle vacanze tutti parlano di lettura. Ci si ricorda dei libri solo quando si sta stravaccati su uno sdraio ad abbronzarsi per chissà chi. E allora io, che di letteratura ne parlo tutto l'anno, parlerò di musica. Specificamente, della musica di Ryan Bingham.
Non credo alla vecchia storia dei predestinati. Vaffanculo, non ci credo. Ma la prepotenza con cui Ryan Bingham si è inserito nella storia del rock è devastante. Due album solidi come il Grand Canyon (più un terzo, pubblicato per un'etichetta indipendente e difficilmente reperibile), una voce bonaria, roca per la polvere sniffata in anni di vita di strada al seguito della famiglia e come bull-rider per un rodeo, e un carisma da far paura (il ragazzo è classe '81).
Dopo l'esordio Dead Horses (2006), l'anno successivo firma per la mitica Lost Highways Records (Johnny Cash, Ryan Adams & Whiskeytown, Morrissey, Willie Nelson, Van Morrison, solo per citarne alcuni...) e sforna Mescalito. Quell'album si apre con Southside of Heaven, ed è già nel mito. Atmosfere polverose, chitarre sfolgoranti, voce soffusa come il migliore Springsteen, una capacità innata di evitare ogni banalità e tanto cuore da buttare nelle lyrics (in Day is done mischia coyote e guerra in Iraq, e non fa una piega).
Il problema è che il fenomeno è in evoluzione. Nel recente Roadhouse Sun (2009) si inventa rocker da stadio in Endless ways, e poi, senza lasciare il tempo di recuperare fiato, piazza il capolavoro Change is. La chitarra sembra una locomotiva che sferraglia, il crescendo si fa vertiginoso, fino al ritornello strumentale: troppo bello, troppo sfolgorante per metterci la voce.
Puzza d'autenticità, puzza dannatamente di autenticità questo Ryan Bingham. E le citazioni, innumerevoli (i suoi Dead Horses... e i Crazy Horse di Neil Young; Mescalito... e Mescalero dei Zz Top; Dylan's Hard rain... ed è già una citazione in sé: ma la canzone sviluppa la tematica del vecchio Bob) non zavorrano ma attestano le radici comuni che sostengono ancora solidamente il buon vecchio rock americano.
Sito ufficiale Ryan Bingham
Myspace di Ryan Bingham
Ryan Bingham su Wikipedia (ENG)
Sito ufficiale Lost Highways Records
Torna il Frogstock: dal 1994 il festival che anima l'agosto romagnolo con l'aiuto di grandi musicisti nazionali e internazionali: sul palco della rassegna di Riolo Terme si sono esibiti band quali Deep Purple, Simple Minds, Toto, Uriah Heep, Subsonica, Negrita, Piero Pelù... Come sempre l'evento è preceduto dal Frogs, la rivista della manifestazione che viene distribuita gratuitamente in tutta la Romagna. E quest'anno il Frogs ospita anche un mio racconto inedito, naturalmente a tema rock.
Programma Frogstock 2009
Parco Fluviale di Riolo Terme (RA) - Tutti i giorni ingresso gratuito (tranne per i Jethro Tull)
mercoledì 26 agosto: Les Bondages, Elctric 69, Small Jackets
giovedì 27 agosto: Musamelica, Jethro Tull (35€)
venerdì 28 agosto: Awkwards, Fightcast, Several Union, Steve Rogers Band
sabato 29 agosto: Buttered Bacon Biscuits, Tributo a Michael Jackson, Not 4 Wedding, Meganoidi
Sito ufficiale Frogstock 2009
Gli anni del giudizio di Giovanni Arpino non è certamente quello che si dice un capolavoro. L'autore stesso doveva esserne consapevole, lo si intuisce dal tono dimesso, dal respiro circoscritto delle vicende, dall'ambientazione storica precisa e, in questo caso, limitante.
Forse lo si può definire un libro generazionale, purtroppo però rimane relegato a un passato che non c'è più, senza "bucare" la Storia. Questo è forse il limite maggiore del romanzo.
Tuttavia è un libro interessante, ben scritto, che ha il suo punto di forza nell'osservazione della realtà. Arpino non guarda, scruta l'uomo e i suoi travagli interiori ed esterni, tratteggiando personaggi che "vivono" veramente. E in alcuni istanti affiora il nodo della questione: come nella vita vera, si vive tutto cercando di fare la cosa giusta, ma poi succede che ricasando un po' brilli per la stanchezza e per la grappa, ci si fermi un secondo e, guardandosi negli occhi, ci si chieda "ma tu ci credi in Dio?".
La cosa commovente di Arpino è la tenerezza con cui modella i suoi personaggi. Li "lascia vivere" senza decurtarne nemmeno un lembo in favore di un'idea o un messaggio che l'autore stesso avrebbe intenzione di far passare. Perché Gli anni del giudizio è un libro fortemente intriso di politica, ma Arpino sa che il respiro del cuore umano non si ferma lì, non si accontenta nemmeno di quello in cui crede, di quello che l'appassiona.
Sbaglierò, ma di romanzi così oggi non se ne trovano più. Gli editori e i lettori sembrano preferire una trama coinvolgente splatterizzata su 500 pagine che si leggono come acqua corrente. Sbaglierò, ma a me interessa ancora l'umano.
In attesa di pubblicare qualche foto dell'evento, dico solo che la qualità dell'evento e delle iniziative (ma anche del cibo e delle birre artigianali!) sono state strepitose! Ringrazio tutti per la partecipazione... e faccio una piacevolissima errata corrige: gli autori a partecipare non sono stati 24, ma 26!
A presto!
Grande successo dell'iniziativa letteraria del RIVOLution Fest 2009: sono giunti ben 24 testi di autori romagnoli, emiliani, lombardi, friulani, piemontesi, toscani e siciliani (spero di non aver dimenticato nessuno), per un'incredibile varietà compositiva: poesie e rapsodie, racconti, canzoni, divagazioni e testi non meglio identificabili.
Grazie a tutti i partecipanti! Ed è solo l'inizio...
Una leggera tensione tra il pubblico, una morsa micidiale nel mio stomaco. No, non era per le tre gaufres alla Nutella.
Si spengono le luci, salgono i Clash negli altoparlanti... entra la band e parte un boato, ma non è quello vero, è una prova di esultanza, perché lui è ancora dietro le quinte a sorseggiare acqua ghiacciate (che nei nostri immaginari si tramuta in gin). “Shane, Shane, Shane!”, la folla lo chiama, la folla lo poga, ed eccolo, claudicante, ingrassato, con la dentatura appena rifatta e i capelli come setole di scopa. Ha solo 52 anni, ed è la storia della musica folk. È Shane McGowan, colui che ha aperto la tradizionale musica folkloristica irlandese e l'ha corretta e aggiornata. Dopo nemmeno trentanni le sue canzoni fanno parte delle traditional e vengono proposte insieme a Moggy Malone, The Irish Rover e Whiskey in the jar.
La voce non c'è quasi più, la band appare stanca, le canzoni si reggono appena, sembra di assistere a un requiem musicale. Poi arriva Dirty Old Town, se non la più celebre sicuramente la più sentita, vissuta e coinvolgente per Shane e la band, che ritrovano un inaspettato vigore musicale e lirico. Shane si guarda dentro e ritrova se stesso, ritrova anche la voce e il pubblico, che sembra reggerlo in piedi cantando a squarciagola le meravigliose parole di quella gemma che è Dirty Old Time. Anche io, come molti, in quella canzone ho lasciato la voce e il cuore.
Il tempo sembra essersi fermato, da un buco nero sbucano i Pogues che infiammavano i palchi di tutta l'Europa di fine anni '80 e la gente apprezza, canta, si innamora sulle immortali note che celebrano l'immaginario Paddy Garcia, epiche sbronze e idilliaci amori. E tutto si conclude con Fiesta, a ricordarci che la vita è sempre una festa, anche quando (lo spettacolo) finisce.
Torna anche quest'anno il RIVOLution Fest (2-3-4 luglio 2009), la festa di Borgo Rivola (RA) dove potrai trovare birra, musica, arte e letteratura.
L'iniziativa letteraria 2009 prevede un'esposizione di brani autografi (racconti, poesie, riflessioni, stralci di romanzi... spazio alla fantasia!) che verranno esposti sulle bacheche dove troveranno spazio anche le opere pittoriche di oltre 30 artisti romagnoli e non, per qualcosa come oltre 100 metri di spazio espositivo!
I testi rimarranno esposti per tutte e tre le serate della festa (giovedì 2, venerdì 3 e sabato 4 luglio 2009) fino a notte fonda, così che tutti i partecipanti possano leggere e conoscere scrittori più e meno affermati, approcciandosi a qualcosa di nuovo e fuori dagli schemi.
Se anche tu vuoi partecipare all'iniziativa, non devi far altro che inviare il testo desiderato al mio indirizzo email (martino.savorani@live.it): penseremo noi all'impaginazione e alla stampa.
In fondo al brano, insieme al nome inseriremo la bibliografia dell'autore ed eventuali blog/siti web/email dell'autore.
Non è prevista la pubblicazione in altre forme dei brani ricevuti, né la diffusione via web o cartacea. Tutto rimarrà all'interno della festa, sotto la mia responsabilità.
Per qualsiasi dubbio/chiarimento, chiamami al 328 4360012 (meglio se dopo le 19.30).
Martino Savorani
martino.savorani@live.it
328 4360012
Giovanni Arpino, Gli anni del giudizio
Friedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra
Ignazio Silone, Una manciata di more
Horace Walpole, Il castello di Otranto